Per la mia dolce-amara metà

Se oggi mi dessero la possibilità di mandare indietro il tempo, lo farei. E solo perché mi sono resa conto (a malincuore) di non averne più da sprecare insieme a te.

Ci conosciamo da tanti anni, ma non ti ho mai detto quanto sei bello e quanto mi piacciono i tuoi occhi. Sono riuscita a dirti Ti amo, una volta, di sfuggita, al telefono. Dovevo andare a una festa ma mi ero persa. Mentre esaminavo i tabelloni nella stazione dei bus, essendo già mezza brilla, mi era sembrato giusto chiamarti e dirti tutto quello che pensavo, e a te non era dispiaciuto, pur evitando di dire, come al solito, la tua. Solo quando ho chiuso con te, con la vista annebbiata da lacrime dolci e amare, mi sono accorta dei pendolari. Un gruppetto di persone, infreddolite e annoiate, che avevano ingannato l’attesa origliando discretamente. E che mi guardavano in maniera meno discreta, incerti se applaudire o sputarmi in un occhio.

Che figura. Vabbè, mica è stata l’unica.

Quante volte, al bar, al pub, al ristorante e per strada, a un tratto scaldavamo i toni e alzavamo la voce e iniziavamo con i vari “Ma io … ma tu … ma lui … e l’amicizia, l’amore … e l’Italia, la Francia e l’Inghilterra.” Quante volte i business men incravattati, ingollando la pinta del venerdì sera, si sono girati verso di noi con uno sguardo che diceva i panni sporchi ve li lavate in casa. Quante volte, in autobus, pochi istanti prima della tua fermata, ti sei avvicinato per baciarmi in fretta sulle guance come non farebbe nemmeno un ex sub-amico. E io ti fregavo con un bacio a stampo fulmineo. Tu ti incazzavi, dicevi che ero sleale e te ne andavi scuotendo la testa. Io rimanevo da sola a farmi rimbalzare le occhiate degli altri passeggeri.

Il problema è, caro amore mio, che ormai non sono più un’adolescente da molti anni. E solo se lo fossi non ci sarebbe niente di male a indulgere nella masturbazione mentale pura e semplice, che rimane comunque – ammettiamolo – la nostra attività preferita. Io sono un’infelice cronica, e tu pure. Proprio per questo io e te non dovremmo vederci mai, nemmeno su Skype.

È vero quando dicono che l’amore vero non conosce la dimensione del tempo. L’ho capito quando mi hai chiamato a sorpresa dopo un anno e mezzo che ti rifiutavi di parlare con me. È inutile negare di avere sentimenti per te, di volerti un gran bene e di considerarti ancora un gran figo.

Per fortuna però sono cambiata io. Non mi va più di imbarcarmi con te di notte in sbronze last minute. Va bene essere spontanei, ma non mi va più di camminare con te al gelo con il Tamigi che ci scorre accanto e la ruota panoramica sullo sfondo, a ingoiare whisky e a dire “se solo, chissà, magari, boh, è difficile, non so che fare.” Mentre tu mi guardi e io ti guardo e tu soffri e io soffro ma nessuno deve farci niente, perché tu devi pur adempiere alla tua vocazione di martire del cazzo.

Vedi, pensavo di non cambiare mai, ma oggi riesco a dirti che non mi va più. Che preferisco andare per la mia strada e che tu vada per la tua, con i nostri rispettivi fagottini e i ricordi belli che abbiamo l’uno dell’altra. Con la consapevolezza che noi possiamo mutare ma l’amore vero no, quello rimane sempre dentri di noi, nonostante tutto e tutti. E che quindi, tutto sommato, le favole che ci raccontavano sui puttini con le frecce e l’amore eterno non erano proprio tutte cazzate.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...