Sul blocco dello scrittore e su come sia facile scrivere

Stamattina alle 8 salto dal letto con i migliori propositi del mondo (nonostante ieri mi sia scolata un’intera bottiglia di vino rosé, 13,5°, e ancora adesso possa sentirne i postumi).

HarrietMagnifica colazione con due uova fritte, pane imburrato, salsicce vegetariane firmate Lynda McCartney. E tanto tanto caffè della caffettiera (non quello solubile, per carità).

Mi sento al top nonostante ieri notte abbia sognato di essere Harriet, la bambina lentigginosa e ficcanaso di Super Vicky, e nel sogno c’era un gruppo di persone che mi cantava “she’s a small wonder” e mia sorella mi guardava e rideva in maniera convulsa. (Una volta ho sognato di essere un elefante, una volta una prostituta nel 1600, un’altra volta una ragazzina che correva in un orto tra i meli, per scappare dal suo promesso sposo. Rigurgiti di vite precedenti o schizofrenia)

Guardo una puntata dei Soprano. Metà giallo di un uovo mi cade sulla felpa. Finisce la puntata dei Soprano. Mi dico che adesso vado, ancora cinque minuti, poi dieci minuti, poi ancora cinque, e sono già le nove. Tanto oggi, lo sento, scriverò moltissimo, sarà una giornata super produttiva. Continua a leggere

Il telefono senza fili e l’anima gemella

Conosco un tizio da molto tempo. Quando lui ha qualcosa, ecco che quella stessa cosa (zac!) ce l’ho anch’io. Ad esempio: se lui ha il torcicollo, anche io avrò il torcicollo. Se lui si ubriaca, il giorno dopo sono io a non volermi alzare sul divano e a non voler fare un tubo tutto il santo giorno. Tutto questo avviene senza che intercorra verbo tra me e lui, visto che lui di solito fa in modo di non parlarmi. Continua a leggere

Ammazzavampiri II

Il succhia-sangue number two di solito si guarda allo specchio e vede una persona completamente diversa.

Questo ho imparato sui vampiri: le loro immagini o non si riflettono proprio oppure li ingannano facendogli pensare di essere qualcos’altro. E qui la gente un po’ cogliona come me cade subito in contraddizione. Nel senso: uno che non sa di essere colpevole, è davvero colpevole? Uno che ti succhia il sangue senza sapere di farlo, si merita il paletto di frassino nella trachea?

Dopo titubanze varie, sono arrivata alla conclusione che sì, aprirò la persiana in camera mia per far squagliare i vampiri che non sanno di essere vampiri, i vampiri che fanno di tutto per essere dei bravi umani. E se il paletto di frassino o la luce diurna sono eccessivi, quantomeno io questi vampiri non li invito più in casa mia.

Ma procediamo con ordine. Continua a leggere

Ammazzavampiri I

Oggi Rachella si è svegliata con un casino in testa e la pioggerellina inglese nel cuore. Se il suo subconscio potesse saltare fuori dalla finestra indisturbato spargerebbe sangue ovunque, sotto i ponti, lungo strade e vicoli, al centro delle piazze di questa città. Lo dimostra il fatto che sto parlando di me stessa in terza persona singolare, come fanno i bambini di due o tre anni, e come fa anche Norman Bates di Psycho. Continua a leggere

La propensione a ciucciare

A volte il genere umano mi sconcerta. Non quando compie azioni scellerate, anzi, quelle mi affascinano. Mi sconcerta invece la super-ordinarietà che, anche quando si lava i denti davanti allo specchio, pensa si stia verificando un fatto straordinario, e che tutto l’Universo sia lì a suonare la fanfara.

Alcune frasi che si leggono in giro mi fanno venire l’orticaria.

Sono fatto così, o mi ami o mi odi, prendere o lasciare. Tanto per sapere, la categoria “fottersene un c***o” è prevista?

Meglio che tu lo sappia, io non sono una persona normale. Grazie per avermi avvisato, altrimenti non lo avrei mai sospettato. Anzi, se tu non avessi starnutito non avrei proprio registrato la tua presenza nel mondo.

Le tue parole sanno catturare bene la mia attenzione, e devo dire che nemmeno gli scrittori più affermati ci riescono. In questo momento gli scrittori più affermati stanno certamente meditando di suicidarsi.

La gente è invidiosa quando dico di essere felice, soprattutto quando lo dico su facebook o su twitter. Se ancora non hai capito che facebook e twitter hanno poco a che fare con la realtà, vuol dire che sei un idiota. (Per inciso: per essere felice ti serve l’approvazione degli altri?)

Non c’è che dire, facebook e gli smartphone ci hanno fatto male. Ad alcune persone poi hanno provocato parecchi danni cerebrali. Tanto tempo fa, c’erano le attricette dei fotoromanzi, le star della televisione generalista, le top model come Naomi Campbell e Claudia Schiffer che vi guardavano dalle pagine delle riviste come Dio vi guarda da sopra le nuvole.

Oggi, il fatto che chiunque abbia il potere di parlare ad alta voce o di fare qualcosa davanti a tutti non è del tutto positivo. La democrazia non è sempre la soluzione migliore.

C’è in giro il virus della regressione all’infanzia. Abbiamo tutti un’età media di cinque anni, quando si pensa che il mondo stia lì, a guardare ogni nostra pipì. E qualche anno fa, se qualcuno si fosse messo a fotografare piedi o piatti di pasta gli avremmo dato dell’idiota. Oggi invece viviamo vite così degne di essere vissute da doverne registrare ogni secondo.

E con oggi chiudo, devo tornare a ciucciarmi il dito.

E un bel giorno mi sono cresciute le ali

In un caldo pomeriggio di luglio mi trovavo a casa di un amico, in attesa di guardare una partita in tv. L’appartamento era al primo piano e le finestre davano sulla strada. Io ero in piedi davanti a una di quelle finestre spalancate, e la gente che transitava da fuori poteva vedermi bene, come fossi al centro di uno schermo televisivo.

Ho fatto tutta questa introduzione non tanto perché mi piace parlare di me, ma perché in quel momento il mio destino stava prendendo una certa piega, un certo minestrone stava bollendo in pentola, Dio stava giocando a dadi, mentre io ero totalmente ALL’OSCURO DI TUTTO.

Succede così, se ci pensate bene, in tutti i momenti importanti della vostra vita. C’è qualcosa di grande che sta per succedere e voi non ne avete il minimo sentore, siete lì a limarvi le unghie o a grattugiare il parmigiano. Continua a leggere