Sul blocco dello scrittore e su come sia facile scrivere

Stamattina alle 8 salto dal letto con i migliori propositi del mondo (nonostante ieri mi sia scolata un’intera bottiglia di vino rosé, 13,5°, e ancora adesso possa sentirne i postumi).

HarrietMagnifica colazione con due uova fritte, pane imburrato, salsicce vegetariane firmate Lynda McCartney. E tanto tanto caffè della caffettiera (non quello solubile, per carità).

Mi sento al top nonostante ieri notte abbia sognato di essere Harriet, la bambina lentigginosa e ficcanaso di Super Vicky, e nel sogno c’era un gruppo di persone che mi cantava “she’s a small wonder” e mia sorella mi guardava e rideva in maniera convulsa. (Una volta ho sognato di essere un elefante, una volta una prostituta nel 1600, un’altra volta una ragazzina che correva in un orto tra i meli, per scappare dal suo promesso sposo. Rigurgiti di vite precedenti o schizofrenia)

Guardo una puntata dei Soprano. Metà giallo di un uovo mi cade sulla felpa. Finisce la puntata dei Soprano. Mi dico che adesso vado, ancora cinque minuti, poi dieci minuti, poi ancora cinque, e sono già le nove. Tanto oggi, lo sento, scriverò moltissimo, sarà una giornata super produttiva. Continua a leggere

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